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Bambini e reflusso gastroesofageo: prevenire e trattare la MRGE

Bambini e reflusso gastroesofageo: prevenire e trattare la MRGE

Come prevenire e cosa fare in caso reflusso gastroesofageo del tuo bambino? Sì anche un neonato può soffrirne e non è sempre semplice distinguerlo dal rigurgito. Vediamo nel dettaglio.

17/01/2023 15:58:00 | Quellidellafarmacia

Perché un bambino può soffrire di malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE)?


Come abbiamo spiegato nel precedente articolo, un bambino può soffrire di malattia da reflusso gastroesofageo in conseguenza di una posizione scorretta durante l’allattamento, di una sovralimentazione, dell’esposizione a caffeina, nicotina e fumo di sigaretta, di un’intolleranza alimentare o allergia o di un’anomalia del tratto digerente.

La MRGE non va confusa con il rigurgito del neonato che costituisce una situazione transitoria e “benigna” contrariamente al reflusso che inficia la crescita del neonato e necessita di cura e attenzioni mirate.

Come prevenire il reflusso gastroesofageo nei bambini


Molti chiedono in farmacia se si possa prevenire il reflusso nei bambini. Nel lattante non si può prevenire ma si può curare e contrastare.

Il lattante si nutre solo di latte, oltre a modificare la posizione durante e dopo l’allattamento, (manovre che da sole risolvono il rigurgito), oltre all’aggiunta di un addensatore del latte materno, alla corretta dieta della mamma che sta allattando o al cambio del latte artificiale con uno di tipo AR, si dovranno assumere sotto controllo pediatrico degli anti acidi con la funzione di protettori dello stomaco.

Questo perché la condizione nel lattante è spesso legata ad anomalie del tratto digerente, per cui si deve aspettare che si risolvano con la crescita e fare di tutto affinché non cronicizzino.

Diverso nei bambini più grandi in cui vanno modificate le abitudini alimentari e lo stile di vita che deve essere più sano e più rilassato.

Rimedi per il reflusso gastroesofageo di bambini e neonati


Detto ciò possiamo asserire che il reflusso può essere controllato mediante terapia farmacologica, i farmaci agiscono però sui sintomi. È invece importante prevenire il reflusso gastroesofageo, agendo sul proprio stile di vita e su quello del bambino.

Alimentazione


Se allatti sarai tu a dover seguire una dieta rigorosa, priva di cibi piccanti, caffeina, alcoolici, dolci e cibi grassi. Normalmente ogni donna che allatta lo fa ma in caso di reflusso del lattante l’attenzione deve essere duplicata. Nel caso in cui non sia possibile farlo, per una miriade di motivi che nessuno può e deve giudicare, è molto saggio scegliere un “latte speciale” artificialmente composto con nutrienti specifici a contrastare il reflusso acido e i fastidi ad esso legati.

L’alimentazione del bambino già svezzato e più grande deve essere sanissima. No ai cibi confezionati industrialmente, alle salse di pomodoro, ai formaggini, merendine e salatini aboliti in blocco. Il bambino deve fare piccoli pasti durante la giornata ad una distanza abbastanza ravvicinata.

Tenere lo stomaco vuoto per più di due ore lo espone all’autodigestione da parte dei succhi gastrici che, non trovando cibi da metabolizzare, attaccherebbero la parete delle mucose. Il pediatra aiuterà l’adulto che si occupa dei pasti a gestire una routine costruita sul bambino, attorno ai suoi gusti e alle sue esigenze.

Rimedi naturali


Quando il bambino avverte solo sintomi quali un leggero bruciore e fastidio si può provare ad intervenire modificando l’alimentazione e lo stile di vita ed utilizzando dei rimedi naturali. Questi stessi rimedi saranno solo palliativi in caso di Reflusso gastroesofageo conclamato. Magari utili se associati alla terapia farmacologica ma non risolutivi da soli.

La malva ha proprietà lenitive ed emollienti. Si può utilizzare per la preparazione di tisane e macerati. La si può acquistare in erboristeria essiccata o in altre forme.

Il gel d’aloe vera ha il potere di rigenerare le mucose. Per dosi e modalità di impiego è opportuno fare riferimento al medico e all’erborista.

Mangiare le mandorle crude contribuisce a bilanciare il PH poiché sono un alimento alcalinizzante e pertanto possono contribuire a ridurre l’acidità di stomaco. 

La radice di liquirizia è una fonte di preziosi estratti dalle proprietà antinfiammatorie, utili per la loro azione sulle mucose dello stomaco e dell’esofago in caso di reflusso. Si consiglia il decotto così come le compresse o semplicemente i tronchetti di liquirizia purissima. La liquirizia, però, alza la pressione sanguigna, dunque va impiegata con cautela da chi soffre di ipertensione.

L’infuso di camomilla calma le mucose infiammate o irritate nel tratto digestivo e favorisce la digestione normale. Si può prendere anche 3 volte al giorno e preferibilmente prima di ogni pasto.

La radice di zenzero è impiegata da millenni nelle pratiche ayurvediche orientali per le sue preziose proprietà, allevia i disturbi legati al sistema gastrointestinale. Bollire qualche fettina di zenzero fresco in una tazza d’acqua, per qualche minuto.
 
Il cavolfiore è un toccasana per l’apparato gastro-intestinale. Le foglie di cavolfiore bollite in un litro d’acqua da bere durante la giornata.

Un cucchiaino di bicarbonato di sodio in un bicchiere d’acqua può essere assunto al primo segnale di dolore forte.

Rosmarino, Salvia, Alloro, Timo, Origano sono spezie che aggiunte nei pasti giornalieri, conferiscono proprietà digestive.

La papaia contiene papaina, un enzima che facilita la digestione delle proteine. Ottima specialmente al mattino.

Terapia posturale


Il movimento da sempre è un alleato per il nostro corpo, una sana attività sportiva migliora in generale lo stato di salute di ogni individuo. Nel caso specifico della presenza del reflusso gastroesofageo bisogna anche osservare delle accortezze molto semplici:

mai coricarsi appena mangiato, quando ci si corica farlo mantenendo le spalle rialzate rispetto allo stomaco, magari usando dei cuscini in più.

Anche l’attività fisica dovrà essere moderata e temporalmente collocata lontano dai pasti.

La condizione del reflusso può peggiorare per una postura disallineata, come nel caso di scoliosi o cifosi della colonna, la ginnastica posturale in questi casi migliora la sintomatologia post-prandiale.

Farmaci


La terapia farmacologica per il reflusso è una terapia indirizzata a minimizzare la sintomatologia estremamente fastidiosa e invalidante di questa patologia.

Nel neonato dopo aver cambiato postura durante e dopo l’allattamento, dopo aver sostituito il latte con uno più denso, si associano protettori gastrici ovviamente sotto il controllo pediatrico.

Nel bambino svezzato si cerca di mantenere un’alimentazione leggera e regolare e si associano sempre inibitori della secrezione gastrica.

In generale i farmaci adottati hanno due meccanismi:

alcuni che bloccano la produzione di secrezione acida agendo sul recettore H2 (es. ranitidina);
altri che bloccano la pompa protonica (es. omeprazolo, esomeprazolo, lansoprazolo).

La scelta del medicinale dipenderà anche dalla fascia d’età. Gli inibitori di pompa non dovrebbero essere usati sotto l’anno di vita, tranne in rari casi.

Altri consigli


Contrastare l’aumento di peso visto che l’accumulo di grasso, soprattutto nella zona addominale, aumenta la pressione e il rischio di risalita dei succhi gastrici.

Fare ginnastica posturale nel caso il bambino abbia problemi alla schiena, non fumare accanto al bambino, condurre una vita regolare, evitare routine stressanti ed evitare pasti abbondanti preferendo piccoli pasti cadenzati durante la giornata. 

Al prossimo articolo,

Dott.ssa Marta Rovere


ATTENZIONE

Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Se si hanno dubbi o quesiti sull'uso di un farmaco è necessario contattare il proprio medico.

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