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Cos'è la cistite, come riconoscerla e possibili rimedi

Cos'è la cistite, come riconoscerla e possibili rimedi

La cistite è uno dei problemi di salute più discusso in farmacia. Data la sua manifestazione acuta ed il suo andamento molto variabile, abbiamo pensato di fare il punto della situazione su questo disturbo, le sue cause e i suoi rimedi.

13/09/2022 18:07:00 | Quellidellafarmacia

Cos'è la cistite

La cistite è un fastidioso disturbo della vescica urinaria che interessa sia donne che uomini con un’incidenza prevalente nelle donne per semplici ragioni anatomiche: rispetto agli uomini, infatti, nelle donne l'uretra è più breve e gli orifizi dell'ano e dell'uretra sono più vicini tra loro. Di conseguenza, gli agenti infettivi possono risalire con più facilità lungo fino alla vescica. Non sempre è facile riconoscerla e spesso a supporto della sua diagnosi sono necessari esami strumentali e analisi di laboratorio.

Differenza tra cistite acuta e cistite cronica

Parliamo di cistite acuta o cronica per distinguere quello che può essere un singolo evento, appunto acuto, che si risolve e non ricompare, e quello che invece vede un ripetersi e ricomparire dei sintomi con cadenza cronica.

Le complicanze sia nella cistite acuta che nella cronica sono severe e possono portare a quadri infettivi dall’evoluzione nefasta.

La cistite acuta si riconosce dalla comparsa di determinati segnali, che, in genere, esordiscono in modo brusco.
La cistite cronica è spesso determinata dall'evoluzione della forma acuta. Si ripete con gli stessi sintomi della forma acuta, anche se meno intensi e più prolungati.

Vediamo insieme cosa porta all’insorgenza della cistite.

Cause della cistite

Le cause sono diverse, la più comune è la cistite di natura infettiva: batteri provenienti dall’intestino come Escherichia Coli spesso invadono le vie urinarie e causano contaminazioni che possono interessare sia le vie genitali che, quelle urinarie. Il microorganismo contaminante può essere anche un virus, un fungo, un parassita.

Questi microorganismi possono essere trasmessi per via sessuale, per scarsa igiene, per un abbassamento delle difese immunitarie.

Le cause sono molteplici, spesso non individuabili in modo certo, è tuttavia sicuro che solo gli esami di laboratorio, come ad esempio l’urinocoltura con antibiogramma, permettono di isolare l’agente patogeno causa dell’infezione e di impostare la corretta terapia. Ecco perché in farmacia diciamo che è sempre sbagliato prendere antibiotici alla comparsa dei primi sintomi: non è detto che siano efficaci per il vostro tipo di cistite.

Pensiamo alla cistite interstiziale: non associata ad un'infezione è un'infiammazione cronica della vescica, probabilmente di origine multifattoriale, che spesso è difficile risolvere farmacologicamente.

Altre cistiti sono indotte da farmaci o da terapie radianti.

Si parla di cistite emorragica quando vi è un processo flogistico - talvolta infettivo - a livello della mucosa della vescica, associato ad un'ematuria macroscopica.

La cistite può essere anche una manifestazione secondaria ad altre condizioni: si pensi ai calcoli renali, alle prostatiti nell’uomo, alla secchezza vaginale nella donna in menopausa ed in generale ai cambiamenti ormonali durante le varie fasi del ciclo mestruale. La gravidanza predispone alla cistite, la modificazione dell’anatomia genitale rende più vulnerabile la donna all’attacco di patogeni.

Altre volte le cause sono da rivedere in terapie farmacologiche che abbassano le difese immunitarie o alterano il PH interno delle mucose.

Vediamo adesso quali sono i sintomi della cistite.

Sintomi: come capire se si tratta di cistite


Il Paziente riferisce:

Un senso di pesantezza e di fastidio nella parte bassa della pancia, accompagnato da spasmi (Tenesmo vescicale) che inducono ad andare in bagno, dolore bruciante durante la minzione e specialmente al suo termine.

Lo stimolo continuo (Pollachiuria) ad andare in bagno è improvviso e frequente, ma fattivamente la quantità di urina emessa è irrisoria (Disuria).

Le caratteristiche organolettiche dell’urina sono: cattivo odore, aspetto torbido e spesso, ma non sempre, presenza di sangue (Ematuria).

Quando a questi sintomi, si aggiungono mal di schiena e febbre con brividi, è probabilmente in atto un’infezione che sta risalendo attraverso le vie urinarie. In tal caso, è consigliabile rivolgersi subito a un medico.  

Quanto durano i sintomi?

I sintomi sono di durata molto variabile. Molto dipende dal fattore scatenante della cistite.

Alle volte vi è solo una leggera infiammazione data, portando un semplice esempio, da una giornata in cui si è stati molto in piedi e si è bevuto poco. In questi casi i sintomi regrediscono rapidamente con il riposo ed una corretta e costante idratazione.

Alcuni integratori, ripristinando il corretto PH delle vie urinarie ed evitando che la leggera dismicrobia si cronicizzi per poi aggravarsi e sfociare in un nuovo episodio di cistite, si mostrano molto utili: sia per combattere una cistite lieve sia come terapie, da ripetere mensilmente, onde evitare ricadute e/o cronicizzazioni.
 

Quando preoccuparsi?

Preoccupiamoci quando i sintomi persistono, quando passano ma tornano pochi giorni dopo, quando un approccio naturale non risolve completamente il quadro sintomatologico, quando compare febbre, quando le urine non sono limpide e peggio se vi è presenza di sangue.

La cistite è accompagnata spesso da un senso di spossatezza generale, inappetenza e anche questo “sentirsi giù” deve fare da campanello di allarme per correre dal medico.

Nei bambini, la cui comunicazione è spesso difficoltosa, e che non sanno riferire in modo specifico la presenza e la tipologia di un dolore e la sua precisa localizzazione, aiuta osservare questa astenia protratta, inappetenza marcata e sono proprio questi comportamenti, anche in assenza di febbre, a farci da spia per una possibile infezione urinaria. 

Diagnosi della cistite: i passaggi corretti da seguire

Abbiamo visto che la diagnosi di cistite necessita, dopo il protrarsi dei sintomi, di analisi di laboratorio: esame urine, urino coltura e analisi del sangue.

Nel caso di cistiti ricorrenti, data la loro natura multifattoriale, è bene ricorrere ad approfondimenti diagnostici con il medico specialista. Urologo, gastroenterologo, ginecologo ma anche endocrinologo, facendosi chiaramente guidare dal medico di base sul tipo di visite da fare.

Anche in questo caso NO al “fai da te”. Si rischia di perdere tempo prezioso girando in modo insensato tra specialisti che, seppur validi, non hanno attinenza con il nostro caso specifico. C’è sempre un iter da seguire e questo iter ha dei fondamenti scientifici, non ce lo inventiamo noi per sadismo, ma studiamo anni per comprenderlo.

Rimedi per la cistite

Fermenti lattici, lieviti, Cranberry (mirtillo americano dalle proprietà antibatteriche) sono degli aiuti validi sia per evitare cistiti ricorrenti sia per accompagnare terapie antibiotiche che notoriamente alterano la flora intestinale e il micro bioma in generale.

Gli antispastici aiutano a rilassare la muscolatura liscia delle vie urinarie e della vescica, aiutando così l’apparato urinario a riprendere la normale motilità ma abbassando anche il dolore che accompagna il quadro di cistite.

Antibiotici, antifungini, antiparassitari: saranno decisi dal medico previo risultato delle analisi di cui sopra.

Bere acqua possibilmente liscia e a temperatura ambiente, in quantità giusta e costante è la prima pratica da attuare. NO a qualsiasi bevanda gasata o succo di frutta. Meglio una tisana a base di Uva Ursina o Cranberry dalle proprietà antisettiche naturali.

No all’uso di tisane diuretiche o diuretici di sintesi che non farebbero altro che aumentare la quantità di urina che verrebbe eliminata a svantaggio della mucosa, che poco umettata, perderebbe la sua naturale protezione divenendo ancora più aggredibile da eventuali agenti patogeni.
 

Consigli utili per la prevenzione

Il solito vecchio consiglio di mangiare sano, bere regolarmente ed evitare i cibi confezionati è sempre valido.

Quando la cistite è ricorrente, per diminuirne la comparsa, sarebbe una buona pratica assumere dei fermenti lattici ogni mese, una settimana può bastare, per avere sempre un PH interno ottimale che ci permetta di mantenere la flora batterica interna equilibrata.

Ricordarsi di assumere sempre fermenti in concomitanza con terapie antibiotiche (distanziandoli sempre di almeno due ore dal farmaco).

Bere delle tisane la sera, magari alternando quelle per le vie urinarie a tisane rilassanti, purificanti e detossinanti, aiutando così il nostro corpo a tenersi idratato ed in equilibrio.

Evitare troppi caffè o bevande con caffeina, diminuire il fumo, ma soprattutto rivolgersi al farmacista e/o al medico quando la situazione si protrae troppo oltre dei tempi accettabili.

Alla Prossima!

Dott.sa Marta Rovere


ATTENZIONE
Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Se si hanno dubbi o quesiti sull'uso di un farmaco è necessario contattare il proprio medico.

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