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Stipsi (o stitichezza): cos'è e tutti i rimedi

Stipsi (o stitichezza): cos'è e tutti i rimedi

La stipsi è un sintomo e non una malattia, affligge buona parte della popolazione ed è nella "top ten" degli argomenti più trattati al banco della farmacia. Vediamone le cause ed i possibili rimedi in questo blog post.

17/09/2022 20:05:00 | Quellidellafarmacia

La stipsi (o stitichezza) è un sintomo e non una malattia, anche se con il numero di problematiche che scatena potremmo ergerla al livello di patologia. Ma non lo è, di fatto è un sintomo spesso primario e altre volte conseguente a terapie farmacologiche, cambiamenti ormonali, cambiamenti alimentari e patologie concomitanti.

Fatto sta che affligge buona parte della popolazione ed è nella "top 10" degli argomenti più trattati al banco della farmacia. All’università, quando ero una giovane studentessa la docente di farmacologia e farmacognosia insisteva tantissimo sull’argomento e, alquanto profeticamente, sosteneva con costanza, in modo da inculcarcelo da subito nella mente, che sarebbe stato l’argomento che più avremmo trattato nel nostro giornaliero lavoro di ascolto.

Arresa al fatto che “l’evacuazione” sarebbe stata il mio pane quotidiano: ho approfondito e in questi anni fatto tanta esperienza sul campo. E per campo non intendo il bagno ma la farmacia.

Partiamo definendo questo sintomo.

Cos'è la stipsi (o stitichezza)

Etimologicamente la parola Stipsi deriva dal greco styphein (stretto) ed indica una difficoltà nell'espletamento della funzione intestinale che può impattare notevolmente sulla qualità di vita.

Stipsi o stitichezza, due parole che indicano un fastidioso sintomo che accomuna molte persone. Circa il 15% della popolazione ne è afflitta con un'incidenza maggiore nei soggetti di sesso femminile.

Aumenta con l'avanzare dell'età. È più frequente in chi è depresso o sottoposto a stress psicologici. Se dico stipsi il cliente spesso mi guarda con fare confuso, se dico stitichezza sul suo volto si allarga un sorriso rilassato, a voler dire: sì proprio lei.

Tipi di stitichezza 

Possiamo classificare la stipsi in:
  • Primaria: si tratta di un disturbo funzionale della motilità del viscere le cui cause possono essere varie (dieta non adeguata, vita sedentaria) senza però che vi siano segni di compromissione organica.
  • Secondaria: la stipsi è secondaria a svariate patologie gastrointestinali o extra-intestinali.
  • Acuta: episodio improvviso ed isolato nel tempo che può conseguire a diverse cause (ad esempio: interventi chirurgici, malattie acute, o semplicemente si può manifestare dopo un viaggio). In genere, superata la fase "critica", la stipsi si risolve in breve tempo.
  • Cronica: ha durata maggiore di 6 mesi.
  • Grave: può essere causata da vere e proprie disfunzioni motorie intestinali e/o anorettali oppure da patologie come la diverticolosi, le malattie infiammatorie croniche intestinali, il tumore del colon-retto. Fra le malattie croniche che spesso si accompagnano a stipsi, vi sono il Morbo di Parkinson, il Diabete e malattie neurologiche.
  • Transitoria: è frequente durante la gravidanza, nei cambi di luogo ed abitudini alimentari (es. viaggi), in persone sedentarie che non si idratano in maniera sufficiente, nel periodo che segue interventi chirurgici e dopo l'utilizzo di antibiotici.

Sintomi della costipazione 

Quando una persona si sente costipata avverte i seguenti sintomi:
  • ridotta frequenza di evacuazioni (meno di tre alla settimana)
  • presenza di feci dure ("caprine")
  • sforzo eccessivo e prolungato durante la defecazione
  • senso di ostruzione o blocco anale
  • sensazione di evacuazione incompleta
  • ricorso frequente a manovre manuali o ausili tipo clisteri e supposte.
La stitichezza peggiora la qualità di vita della persona ed il persistere delle difficoltà meccaniche legate all’evacuazione spesso predispone ad altre patologie come la comparsa di ragadi ed emorroidi.

La stipsi è una condizione benigna, ma se compare improvvisamente in persone adulte con una familiarità di tumori intestinali, se c'è sangue nelle feci, se si dimagrisce, se si diventa anemici, bisogna rivolgersi al medico curante per eseguire gli esami del sangue e strumentali volti ad approfondire eventuali concause: ricordiamo infatti che la stipsi è un sintomo e non una malattia.

La complicanza più grave della stipsi è l'occlusione intestinale dovuta alla formazione del cosiddetto "fecaloma". Infatti le feci non espulse e disidratate si vanno ad accumulare in un tratto del colon che, se non adeguatamente trattato, può portare (in rari casi) ad ischemia rettale (ovvero mancanza di apporto sanguigno).

Cause della stipsi

Le cause della stipsi sono molteplici come si deduce dalla classificazione eziopatologica della stessa.

Abitudini alimentari, scarsa idratazione, farmaci, patologie concomitanti e così via, come abbiamo già potuto ampiamente leggere nel paragrafo precedente, dove abbiamo elencato i vari tipi di stipsi e le relative cause.

Rimedi per la stipsi 

Prima di incorrere in una terapia, o in modo concomitante ad essa, va sicuramente presa in considerazione la modificazione delle abitudini quotidiane:
  • bere di più
  • mangiare più sano: adeguato apporto di fibre (frutta, verdure, cereali integrali) e povera di grassi e di zuccheri.
  • regolarità nell’orario dei pasti
  •  fare movimento
  • Quando questi accorgimenti da soli non producono un miglioramento della stitichezza allora si può aggiungere l’uso di un lassativo.

Sulla scelta del lassativo potremmo aprire una disquisizione infinita. Ma cercherò di essere schematica e concisa per non confondere di più le idee. Sono molti i rimedi che troviamo in commercio ma non tutti sono adatti ad un certo tipo di stitichezza.

Sono tanti i fattori da tenere in considerazione: età, farmaci, patologie sono solo alcune delle discriminanti da calcolare quando si deve decidere il trattamento più adatto. 

Tipi di lassativi

Seguendo il meccanismo di azione possiamo così classificare i lassativi:
  • Integratori di fibre o lassativi di massa: richiamano acqua nell'intestino ed ammorbidiscono le feci facilitandone l'espulsione e sono a base di fibre o di mucillagini.
  • Da contatto/Stimolanti: sono dei potenti attivatori della motilità intestinale che aumentano la peristalsi provocando crampi addominali. I Principi attivi sono della categoria dei glucosidi antrachinonici, principi attivi che per la prima volta sono stati estratti da piante come la Senna, la Cascara, Frangula, Rabarbaro, Aloe.
  • Emollienti delle feci: lubrificano le feci e ne aiutano il passaggio. Si pensi all’uso dell’olio di vaselina. 
  • Osmotici: agiscono trattenendo e richiamando liquidi nell'intestino con un meccanismo osmotico o modificando la distribuzione dell'acqua nel materiale fecale. Si pensi al lattulosio, sorbitolo, tamarindo.
  • Lassativi salini: richiamano acqua nel colon. Vengono speso utilizzati nella preparazione per le procedure endoscopiche. Ad esempio mannite e sali di magnesio.
  • Procinetici: questo tipo di medicinali trova impiego nella profilassi pre e post-operatoria dell'atonia intestinale e per velocizzare e facilitare lo svuotamento gastrico in pazienti con sindrome dispeptica o gastro paresi alle quali si associa spesso stipsi.


Come sbloccare l'intestino in modo naturale?

Possiamo affidarci ai rimedi naturali quando la nostra stipsi è di natura lieve e sporadica.

Nei bambini e negli anziani ma anche negli adulti con patologie concomitanti mai affidarsi al “fai da te”. Cosa costa fare due domande al farmacista che vi conosce e che comunque capisce se è il caso di indirizzarvi da un medico o semplicemente sa scegliere il prodotto più adatto a voi.

Parlando di rimedi naturali per sbloccare l’intestino, dando per scontato che si siano già modificate le abitudini alimentari e si sia abbracciato uno stile di vita meno sedentario, è possibile prendere in considerazione i prodotti naturali per la stipsi Aboca, oppure, vediamo qui di seguito come la natura viene in nostro aiuto:
  • Fermenti lattici pro-biotici: per ripristinare la flora batterica intestinale, il corretto PH e migliorare di conseguenza la digestione degli alimenti. Meglio ancora se arricchiti con Inulina, una fibra che per osmosi, attira l’acqua e ammorbidisce le feci. Combo sempre consigliata. 
  • Bere molto aiuta, ancor meglio se l’acqua viene assunta sotto forma di tisana lassativa ed antigonfiore: liquirizia, tarassaco, malva, anice, aloe, finocchio, sambuco. 
  • Aiuta anche il carbone vegetale ma va assunto sempre molto lontano da eventuali terapie farmacologiche.
  • Un bicchiere di acqua tiepida la mattina ed un cucchiaino di olio di oliva per facilitare il transito intestinale.

Quali cibi assumere per andare di corpo? 

I cibi da introdurre nella nostra dieta contro la stipsi sono: yogurt naturale, fibre, cereali integrali, kiwi, prugne.

Purché tutto nella giusta misura e senza esagerare. La dieta mediterranea con l’olio di oliva come condimento principe non potrà che essere la scelta giusta. Ovviamente andranno evitati i cibi astringenti, si pensi al limone e alla banana, ed i cibi che possano causare un meteorismo eccessivo.

Quando ricorrere ai farmaci?

Ricorreremo ai farmaci per curare una stipsi persistente o severa, quando sono concomitanti altre patologie, quando le sole “buone abitudini” non si siano dimostrate sufficienti. Quando la situazione acuta necessita un’urgenza di azione: si pensi ai clisteri, agli enteroclismi, alle manovre di svuotamento manuale.

Non mi dilungo oltre, credo sia chiaro come il sole che io non sostenga il “fai da te” se non solo dopo aver avuto un parere esperto e aver acquisito una buona consapevolezza del proprio corpo e del suo funzionamento. Non esitate a fare domande ai vostri farmacisti di fiducia. Per quanto mi riguarda sono qui. Un abbraccio e alla prossima!

Dott.sa Marta Rovere

ATTENZIONE
Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Se si hanno dubbi o quesiti sull'uso di un farmaco è necessario contattare il proprio medico.

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