Influenza nei bambini: sintomi, quanto dura, cura e prevenzione

Influenza nei bambini

L’influenza nei bambini desta sempre molta preoccupazione in chi ne ha la cura. Sono piccoli, indifesi e spesso non sanno comunicare i loro sintomi con chiarezza. I bambini si ammalano spesso e sappiamo che questo fa parte del processo di crescita del loro sistema immunitario.

Vediamo insieme come approcciare al nostro bambino con febbre alta, raffreddore e tosse per non sottostimare, ma neanche sovrastimare, il suo stato di salute.

La diffusione dell’influenza tra i bambini

I precedenti anni di pandemia Covid hanno messo in “standby” il nostro sistema immunitario per qualche tempo. L’uso delle mascherine e il distanziamento hanno di fatto impedito ai più comuni patogeni di venire in contatto con il nostro organismo, bloccando così quel naturale meccanismo alla base della nostra risposta immunitaria.

Per cui, al contatto con un antigene si forma l’anticorpo: ovvero la nostra arma di difesa personale.

Sintomi dell’influenza nei bambini

I sintomi più comuni dell’influenza nei bambini sono:

  • febbre
  • cefalea
  • malessere
  • dolori ossei e muscolari diffusi
  • tosse
  • congestione nasale
  • mal di gola
  • Nei lattanti, in genere, la febbre non si manifesta, ma si osservano vomito e diarrea. I sintomi scompaiono di solito in 5-7 giorni.

Si nota come questi sintomi siano comuni all’influenza, al raffreddore ma anche al virus Covid19 che ancora gira, seppur mitigato, tra di noi. Abbiamo parlato in maniera esaustiva in un altro articolo di questo blog di come possiamo distinguerli e curarli.

Quanto durano i sintomi?

Il periodo d’incubazione del virus influenzale è di solito di 1-5 giorni.

La durata della malattia è variabile da bambino a bambino, dipende molto dalle condizioni iniziali delle sue difese immunitarie, ma generalmente è di 5-10 giorni con risoluzione spontanea nella maggior parte dei casi.

Come trattare l’influenza nei bambini

A casa e riposo. Il bambino con l’influenza deve rimanere a casa fino alla completa guarigione, sia per ottenere una ripresa ottimale ed evitare ricadute ma anche per non contagiare i compagni di classe e in generale le persone intorno a lui.

Non basta l’assenza di febbre per definire il bambino guarito: occorre valutare se vi è ancora malessere generale o tosse insistente.

In sostanza, non bisogna avere fretta e occorre consultare sempre il pediatra in caso di dubbi.

Il bambino con influenza si tratta con farmaci antipiretici per la febbre quando la temperatura corporea supera i 38 gradi. Va molto idratato con integratori adatti, poiché la disidratazione avviene in maniera molto rapida, soprattutto sotto i 3 anni.

L’antibiotico non serve per curare l’influenza ma per trattare eventuali sovra infezioni batteriche. Va quindi somministrato solo in alcuni casi, su indicazione del pediatra. Molto importanti i lavaggi nasali con i prodotti per l’igiene del naso , in caso di raffreddore: tenere pulite le vie aeree evita che il catarro cronicizzi e si infetti, generando complicazioni su base infettiva.

Quando chiamare il medico?

L’influenza può causare serie complicanze come polmonite e miocardite, situazioni più frequenti nei soggetti con particolari fattori di rischio (quali malattie croniche cardiache, polmonari, neurologiche, renali, epatiche, immunodepressione).

È opportuna una rapida valutazione medica se il bambino:

  • presenta comorbilità,
  • è molto piccolo,
  • sta molto male,
  • rifiuta di mangiare e bere.

Prevenzione dell’influenza nei bambini

La prevenzione si basa sulla vaccinazione e sul rispetto delle norme igieniche per minimizzare il rischio di contagio:

  • Coprire con un fazzoletto naso e bocca quando si starnutisce e gettare il fazzoletto nella spazzatura dopo averlo usato.
  • Lavare spesso le mani con acqua e sapone.
  • Utili ed efficaci anche detergenti per le mani a base di alcol.
  • Cercare di evitare contatti con persone che presentano sintomi influenzali.
  • Evitare di toccare occhi, naso e bocca perché i germi si diffondono proprio in questo modo.
  • In caso di influenza, rimanere a casa e limitare i contatti con altre persone per evitare di infettarle.

Importanza della vaccinazione

Le vaccinazioni rimangono l’unico intervento su larga scala da attuare per la prevenzione delle principali malattie infettive. Anche l’influenza stagionale rientra tra queste.

Il diritto alla prevenzione è di tutti e tutti possono accedere al proprio centro vaccinale e chiedere una consulenza, una valutazione e il proprio calendario vaccinale nonché il libretto vaccinale dei minori sotto la propria responsabilità.

Quando parliamo di vaccini parliamo indirettamente anche della responsabilità sociale che abbiamo nel difendere la salute collettiva, poiché entra in pieno nella logica a monte della vaccinazione e dell’immunità di gregge cui va auspicando.

Le malattie esantematiche (morbillo, varicella e orecchioni, solo per citarne alcune) le abbiamo contenute grazie ai vaccini e spesso la scelta di non attuarle più ha esposto molte persone a contrarle e a morirne (una meningite da morbillo ad esempio può essere mortale).

Nel caso dell’influenza stagionale e nel caso specifico dei bambini il discorso è diverso. Il virus influenzale è diverso ogni anno e subisce mutazioni rapide anche nella stessa stagione. Tanto che spesso, pur essendoci vaccinati, ci ammaliamo lo stesso.

Questo perché “becchiamo” una variante che il vaccino copre in parte. Avremo di sicuro una forma attenuata dell’influenza, i sintomi, seppur fastidiosi, saranno contenuti.

Detto ciò è chiaro che sarà il pediatra a decidere se il bambino necessita di vaccinazione o meno. E lo farà studiando il suo quadro clinico e valutandone rischi e benefici.

Misure preventive efficaci

La vaccinazione è la forma più efficace di prevenzione dell’influenza: da quest’anno, in linea generale è raccomandata ai bambini sani nella fascia di età 6 mesi – 6 anni, anche al fine di ridurre la circolazione del virus influenzale fra gli adulti e gli anziani. In termini soggettivi ognuno deve affidarsi al pediatra, l’unico in grado di valutare l’effettiva necessità.

Gli obiettivi della campagna vaccinale stagionale contro l’influenza sono:

  • riduzione del rischio individuale di malattia, ospedalizzazione e morte;
  • riduzione del rischio di trasmissione a soggetti ad alto rischio di complicanze o ospedalizzazione;
  • riduzione dei costi sociali connessi con morbosità e mortalità.

Alimenti e integratori per bambini

Nella maggior parte dei casi basterà aiutare i bambini a sostenere il sistema immunitario per mantenerlo reattivo.

L’alimentazione detta legge in questo senso. Ridurre il cibo spazzatura e introdurre nelle giuste quantità i carboidrati, i lipidi e le proteine non potrà che giovare al bambino.

I bambini di questa epoca sono chiamati a performance molto alte (e non sto qua ad aprire un capitolo su questo argomento che non mi compete) e spesso l’ammalarsi può essere anche sintomo di un carico di stress eccessivo per loro. Rallentare, tagliare impegni non necessari, concedere al bambino il tempo per fermarsi a mangiare un pasto con calma e non subissarlo subito di impegni e di incombenze da svolgere, spesso nostri, aiuta il bambino a rilassarsi, produrre meno cortisolo e migliorare l’aspetto nervoso.

Alcuni integratori, alla luce di questo atteggiamento da attuare per il benessere del bambino, si mostrano molto utili nel potenziare le difese immunitarie e spesso sono anche psicologicamente ben accolti dai bambini in età scolare perché specchio di un’attenzione nei loro riguardi, è come dire ” Vieni qui, ci fermiamo e ti do un cucchiaio di sciroppo che ti farà bene”.

Sono vitamine, oppure principi attivi naturali per accelerare la guarigione di una tosse fastidiosa e persistente, caramelle gommose per riposare meglio e così via. La cura ha una doppia efficacia quando data e comunicata con attenzione e amore.

Consigli per i genitori dei bambini affetti da influenza

Un genitore non deve andare in ansia. Il bambino è una spugna, assorbe questa ansia e spesso esagera, perché spaventato, i suoi sintomi, generando nel genitore confusione.

Il bambino con influenza va trattato con serenità, bisogna essere vigili e attenti ma senza farglielo percepire. Bisogna avere sempre la pazienza di tenerli a casa fino alla scomparsa dei sintomi e se affidati alla cura di nonni o terze persone attuare delle piccole accortezze igieniche per minimizzare i contagi.

L’influenza ci sarà sempre e bisogna accettare che ogni tanto possa capitare anche ai nostri bambini.

Dal canto nostro possiamo prevenirla con una corretta alimentazione, l’uso di un integratore che potenzi gli effetti dell’alimentazione giusta e con una corretta igiene degli ambienti e delle superfici. Senza diventare maniacali ma sempre col giusto mezzo.

Al prossimo articolo,

Dott.ssa Marta Rovere

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Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Se si hanno dubbi o quesiti sull’uso di un farmaco è necessario contattare il proprio medico.

Autore

  • Dott.ssa Marta Rovere

    Dopo gli studi classici ho conseguito la laurea in Farmacia alla Sapienza di Roma nel 2006. Abilitata alla professione nello stesso anno ho vestito i panni di farmacista al banco per 15 anni, esercitando con dedizione e continuando sempre a studiare e ad approfondire tutti gli aspetti del mio mestiere, che è sempre in continua evoluzione. Dalla medicina allopatica alla medicina omeopatica, dalla dermocosmesi alla veterinaria, negli anni ho trasferito la mia professione nel digitale per poter condividere le mie conoscenze sul web. Sono anche una SEO specialist certificata e scrivo per passione e, ad oggi, mestiere. Gestisco anche dei canali social e sono una creatrice di contenuti.

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