Iscriviti alla nostra newsletter per avere il 4% di sconto sul primo ordine!

Iscriviti alla nostra newsletter per avere il 4% di sconto sul primo ordine!

Reflusso gastroesofageo nei bambini: cause, sintomi, rimedi

Reflusso gastroesofageo nei bambini: cause, sintomi, rimedi

Malattia da reflusso gastroesofageo, ebbene sì, anche i bambini possono esserne afflitti, addirittura dai primissimi mesi di vita. Come distinguiamo questa patologia dal normale rigurgito del neonato? Vediamolo insieme.

14/01/2023 09:20:00 | Quellidellafarmacia

Cos'è il reflusso gastroesofageo nei bambini?


Il reflusso gastroesofageo nei bambini è chiamato “malattia da reflusso gastroesofageo” (MRGE) nei casi in cui:

Interferisce con l’alimentazione e la crescita
Provoca danni all’esofago (esofagite)
Porta a difficoltà respiratorie (come tosse, respiro sibilante o apnea)
Continua dalla prima infanzia all’infanzia

Quali sono le cause del reflusso in neonati e bambini?


Il reflusso gastroesofageo può essere causato da una posizione non corretta del lattante quando viene alimentato, da una sovralimentazione, dall’esposizione a caffeina, nicotina e fumo di sigaretta, da un’intolleranza alimentare o allergia, o da un’anomalia del tratto digerente.

Da non confondersi con il rigurgito del neonato nei primi mesi di vita è una condizione patologica che va risolta. 

Tra le cause lo sviluppo incompleto dell’anello muscolare fra l’esofago e lo stomaco, ovvero lo sfintere esofageo inferiore, il quale normalmente impedisce al contenuto gastrico di risalire nell’esofago.

Nei lattanti, questo muscolo può non essere ancora completamente sviluppato oppure può rilasciarsi al momento sbagliato lasciando risalire (reflusso) il contenuto gastrico nell’esofago.

Ci sono fattori predisponenti?


L’eccessiva alimentazione e le malattie polmonari croniche predispongono i lattanti al reflusso, perché aumentano la pressione nello stomaco.

Anche il fumo passivo, poiché contiene nicotina, o la caffeina assunta dalla madre che passa con il latte materno hanno un effetto rilassante sullo sfintere esofageo inferiore e agevolano il reflusso. Stimolano la produzione di un reflusso più acido.

Anche un’allergia alimentare, la più comune ravvisabile è quella al latte vaccino, anche se di rado, può contribuire al reflusso.

Meno comune agisce come fattore predisponente alla malattia da reflusso nel bambino il lento svuotamento gastrico: la gastro-paresi.

Nella gastro-paresi il cibo sosta nello stomaco per un periodo di tempo maggiore, facendo rimanere alta la pressione al suo interno. L’alta pressione nello stomaco provoca il reflusso.

Altri fattori predisponenti possono essere disturbi ereditari del metabolismo. La galattosemia e l’intolleranza ereditaria al fruttosio.

Invece alcune anomalie anatomiche come il restringimento dell’esofago, il blocco parziale dello stomaco (stenosi pilorica) o il posizionamento anomalo dell’intestino (malrotazione) possono inizialmente mimare il reflusso, perché causano episodi ripetuti di vomito. Tuttavia, queste anomalie sono più gravi.

Come capire se il bambino soffre di reflusso gastroesofageo?


I sintomi più evidenti del reflusso gastroesofageo nella prima infanzia sono:

Eccessivo rigurgito
Vomito

Nei bambini piccoli i sintomi più comuni sono:

Dolore toracico
Dolore addominale
Talvolta pirosi (bruciore retrosternale)

Negli adolescenti il sintomo più comune è identico a quello degli adulti che soffrono di GERD, ossia il bruciore di stomaco.

Sicuro che il pianto nel neonato immediatamente dopo il pasto è inconsolabile, questo perché la risalita del contenuto gastrico lungo l'esofago, fin nella bocca, genera bruciore intenso e dolore retro sternale.

L'acidità del materiale è altissima e la mucosa con cui viene a contatto non ha minimamente lo stesso PH. Questo causa lesioni dolorose che causano un pianto intenso al bambino per lungo tempo dopo il pasto. Quando si sta per "riprendere" è praticamente ora del pasto successivo e si ricomincia. L'adulto che si prende cura del bambino è scoraggiato e stremato da questa alternanza di eventi che si ripetono in una catena che appare infinita.

Come riconoscerlo dal rigurgito?


Il rigurgito si manifesta nei primi mesi di vita dell’infante e scompare in genere dopo il settimo mese di vita, si prolunga massimo per i primi due anni. Avviene dopo la poppata o il pasto. Il cibo può refluire dallo stomaco verso la bocca con conseguente perdita dei nutrienti ingeriti. Il fenomeno è solitamente transitorio e il bimbo cresce bene. 

Dopo il rigurgito il bambino sta subito meglio differentemente dal malessere che si manifesta con il reflusso i cui sintomi persistono durante tutta la digestione e lasciano il bambino in uno stato di spossatezza marcata e con un ravvisabile rallentamento della crescita ponderale.

Come comportarti in caso di reflusso del tuo bambino


La visita pediatrica è assolutamente necessari per poter fare analisi differenziale con altre condizioni. Gli eventuali approfondimenti diagnostici sono:

Analisi con bario
Sonda per PH esofageo o sonda a impedenza
Scintigrafia di svuotamento gastrico
Endoscopia superiore
Ecografia dell’addome.

Nel lattante e nel bambino si interverrà sia cambiando abitudini alimentari, introducendo latti speciali più densi, o addensatori del latte materno, sia farmacologicamente quando necessario.

Ci possono essere complicanze?


In alcuni, il reflusso genera complicazioni e diventa la cosiddetta malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE). Il bambino si mostra:

Irritabile a causa di mal di stomaco
Non si alimenta adeguatamente rallentando la crescita
“Sprazzi” di torsione e postura che possono essere confusi con le convulsioni.

La polmonite ab ingestis è una delle complicanze meno comuni ma più gravi. Si verifica quando delle piccole quantità di acido o cibo passano dallo stomaco alla trachea (aspirazione) e nelle vie aeree causando tosse, respiro sibilante, interruzione temporanea della respirazione (apnea) o polmonite. 

Molti bambini asmatici soffrono anche di reflusso. Mal d’orecchie, raucedine, singhiozzo e sinusite sono tutte conseguenze della MRGE.

Se l’esofago è molto irritato (esofagite), ci può essere un sanguinamento e conseguente anemia per carenza di ferro. In altri casi, l’esofagite può causare tessuto cicatriziale e restringere l’esofago (stenosi).

Al prossimo articolo,

Dott.ssa Marta Rovere


ATTENZIONE

Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Se si hanno dubbi o quesiti sull'uso di un farmaco è necessario contattare il proprio medico.

Prodotti correlati

Se hai trovato utile questo articolo potrebbero interessarti anche...